UFFICIO DELLE LETTURE

Mercoledì, 28 maggio 2025

BEATO LUIGI BIRAGHI,
PRESBITERO
Memoria facoltativa

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Tu che l’immensa volta del cielo
stupendamente di luce avvampi
e di vaghi colori
adorni la bellezza del creato;

tu che nel quarto giorno hai voluto
il fiammeggiante globo del sole
e l’alternante gioco della luna
e il nitido corso degli astri,

così scandendo nell’ordine il tempo
e misurando le notti
e i giorni e i mesi e gli anni,
ascolta, Padre, la nostra preghiera.

Sciogli l’orrido gelo della colpa,
rischiara il cuore degli uomini,
impreziosisci l’anima
della tua santa grazia.

Noi t’imploriamo, o Dio,
per il tuo Figlio unigenito
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

latino

Cæli Deus sanctíssime,
qui lúcidum centrum poli
candóre pinguis ígneo
augens decóri lúmina.

Quarto die qui flámmeam
solis rotam constítuens,
lunæ minístras órdini
vagos recúrsus síderum.

Ut nóctibus vel lúmini
diremptiónis términum,
primórdiis et ménsium
signum dares notíssimum:

Illúmina cor hóminum,
abstérge sordes méntium,
resólve culpæ vínculum,
evérte moles críminum.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

La volta immensa del cielo
avvampi di luce stupenda;
tu doni colori splendenti,
bellezza per tutto il creato.

Nel tuo disegno hai voluto
il globo del sole raggiante,
di notte la candida luna,
e il nitido corso degli astri.

Ascolta la nostra preghiera,
o Padre, nel tempo che scorre:
i giorni coi mesi e con gli anni
in pace serena conduci.

Sciogliendo il gelo del male,
rischiara il cuore dell’uomo;
e l’anima rendi preziosa,
immersa in un fiume di grazia.

Unanimi noi t’imploriamo,
o Padre col Figlio unigenito,
che regna con te e con lo Spirito
nel tempo e nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo sposo
con animo adorante.

Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.

O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli.   Amen.

latino

Nocte surgéntes vigilémus omnes,
semper in psalmis meditémur atque
víribus totis Dómino canámus
     dúlciter hymnos,

Ut, pio regi páriter canéntes,
cum suis sanctis mereámur aulam
íngredi cæli, simul et beátam
     dúcere vitam.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
     omne per ævum.   Amen.

in canto

Ancora nel cielo scintillano
le ultime stelle, o Dio,
e già la tua Chiesa dal sonno
si desta e canta allo Sposo.

Così varcheremo la soglia
del Giorno di luce infinita,
trascorsa la notte del tempo,
cantando gioiosi nel Regno.

A te, uno e trino Signore,
sorgente suprema dell’essere,
elevino tutti i redenti
un inno di festa nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 38

Preghiera nella malattia

La creazione è stata sottomessa alla caducità non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa (Rm 8, 20).

I (2-7)

Ant. 1   Porrò un freno alla mia bocca *
             mentre l’empio mi sta dinanzi.

Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta *
     per non peccare con la mia lingua;
porrò un freno alla mia bocca *
     mentre l’empio mi sta dinanzi».

Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, *
     la sua fortuna ha esasperato il mio dolore.
Ardeva il cuore nel mio petto, *
     al ripensarci è divampato il fuoco;

allora ho parlato: *
     «Rivelami, Signore, la mia fine;
quale sia la misura dei miei giorni *
     e saprò quanto è breve la mia vita».

Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni, *
     la mia esistenza davanti a te è un nulla.

Solo un soffio è ogni uomo che vive, *
     come ombra è l’uomo che passa;
solo un soffio che si agita, *
     accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Porrò un freno alla mia bocca *
             mentre l’empio mi sta dinanzi.

II (8-14)

Ant. 2   Ascolta la mia preghiera, Signore, *
             porgi l’orecchio al mio grido.

Ora, che attendo, Signore? *
     In te la mia speranza.
Liberami da tutte le colpe, *
     non rendermi scherno dello stolto.

Sto in silenzio, non apro bocca, *
     perché sei tu che agisci.
Allontana da me i tuoi colpi: *
     sono distrutto sotto il peso della tua mano.

Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, †
     corrodi come tarlo i suoi tesori. *
     Ogni uomo non è che un soffio.

Ascolta la mia preghiera, Signore, *
     porgi l’orecchio al mio grido,

non essere sordo alle mie lacrime, †
     poiché io sono un forestiero, *
     uno straniero come tutti i miei padri.

Distogli il tuo sguardo, che io respiri, *
     prima che me ne vada e più non sia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Ascolta la mia preghiera, Signore, *
             porgi l’orecchio al mio grido.

Salmo 51

Contro un calunniatore

Chi si vanta si vanti nel Signore (1Cor 1, 31).

Ant. 3   Mi abbandono alla fedeltà di Dio *
             ora e per sempre. Alleluia.

Perché ti vanti del male, *
     o prepotente nella tua malizia?

Ordisci insidie ogni giorno; †
     la tua lingua è come lama affilata, *
     artefice di inganni.

Tu preferisci il male al bene, †
     la menzogna al parlare sincero. *
     Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura.

Perciò Dio ti demolirà per sempre, †
     ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda *
     e ti sradicherà dalla terra dei viventi.

Vedendo, i giusti saran presi da timore *
     e di lui rideranno:

«Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa
     ma confidava nella sua grande ricchezza *
     e si faceva forte dei suoi crimini».

Io invece come olivo verdeggiante nella casa di Dio. †
     Mi abbandono alla fedeltà di Dio *
     ora e per sempre.

Voglio renderti grazie in eterno *
     per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono, *
     davanti ai tuoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Mi abbandono alla fedeltà di Dio *
             ora e per sempre. Alleluia.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

1Gv 2, 18-29

Dalla prima lettera di san Giovanni, apostolo

L’anticristo

Figlioli, questa è l'ultima ora. Come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l'ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri. Ora voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità. Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di traviarvi. E quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna.
E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati da lui alla sua venuta. Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è nato da lui.

RESPONSORIO

Cfr. 1Gv 2, 22-23; Mt 11, 25

R   L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio;
      chiunque nega il Figlio
      non possiede nemmeno il Padre.
           Chi professa la sua fede nel Figlio,
           possiede anche il Padre. Alleluia.

V   «Ti benedico, Padre – dice il Signore –,
      perché hai tenuto nascoste queste cose
      ai sapienti e agli intelligenti,
      e le hai rivelate ai piccoli».
           Chi professa la sua fede nel Figlio,
           possiede anche il Padre. Alleluia.

L   Benedicimi, Padre.
V   Il presbitero beato Luigi
     che gioiosamente ricordiamo,
     interceda per noi presso il Signore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Da «L'amore per Gesù Cristo» del beato Luigi Biraghi, sacerdote

(Autografo 7-Positio, 131)
Meditazione della Passione e devozione a Gesù Cristo nel Sacramento

“L'amore del Cristo ci spinge» (2Cor 5, 14). Vedetelo in sant'Ignazio, gran vescovo e gran martire, quando andava alla morte. Il mio amore (Gesù Cristo) fu crocifisso per amor mio, e io desidero morire per lui; sono frumento di Cristo, desidero essere per lui macinato dai denti dei leoni. Sono frumento di Cristo... O carissimi, ecco la prima, la eminente qualità dei ministri di Gesù Cristo: amare Gesù Cristo, amarlo davvero, amarlo sopra ogni cosa. Ma come avere questa qualità? Come conservarla e crescerla?
La prima cosa, leggere di continuo e meditare la vita e la passione di Gesù Cristo, quel gran mistero, come dice san Paolo, «nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi» (Col 1, 26). Quel gran sacramento di pietà: «Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria» (1Tm 3, 16). Qui è dove tutti i Santi presero fuoco, fuoco ardentissimo, che fece operare loro tante meraviglie.
Alla meditazione tenga dietro una grande devozione a Gesù Cristo nel Sacramento. Ah, fratelli carissimi, voi abitate, dirò quasi, nella medesima casa con questo amico, fratello e Re vostro. Oh, come vi deve essere gioioso e soave il trovarvi spesso con lui, parlargli faccia a faccia come Mosè sul monte, offrirgli il vostro ministero, offrirgli il vostro popolo, pregarlo di grazie, gustarne le dolcezze, farvi angeli che, curvi e riverenti, circondano l'altare del Signore. Sia questa la più cara vostra consolazione e sia per voi un dolore essere allontanati dal tabernacolo di Gesù Cristo perché chiamati ad altri doveri: «Maestro, è bello per noi stare qui» (Mc 9, 5).
E, siccome sarebbe vana larva di amore colui che con queste pratiche non avesse la continua imitazione di Gesù Cristo, perciò vi raccomando in terzo luogo un frequente esame della vostra vita, se concordi cogli esempi di Gesù Cristo. Dire dunque spesso tra di voi: Gesù non cercava che la gloria del Padre suo e gli interessi delle anime: e io che cerco? Dove tendo? Qual è il fine e l'anima di ogni mio passo, di ogni mia azione? Gesù umile e obbediente fino alla morte e morte di croce? E io come seguo umiltà e obbedienza? Gesù povero si che, essendo il padrone di tutto, per noi si è fatto non solo povero, ma bisognoso: «Per noi si è fatto povero» (cfr. 2Cor 8, 9); Gesù alieno dal mondo e da ogni pompa e piacere del mondo, tanto che poté dire: “Viene il principe di questo mondo e non ha alcun potere su di me» (cfr. Gv 14, 30) e «lo non sono del mondo» (Gv 17, 14): e io come vivo, come penso, che amo? Gesù dolce e forte, mansueto e pieno di zelo, agnello e leone: e io come seguo mansuetudine nelle ingiurie e fortezza nel difendere la causa di Dio e delle anime?

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

O Dio, che hai chiamato il beato Luigi 
a diffondere la gioia del Vangelo, 
concedi che, senza temere difficoltà e fatiche, 
sappiamo portare pace e concordia ai nostri fratelli. 
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, 
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, 
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.