Parlandoci di tristezza Gesù ci invita a riflettere su tutte le volte che abbiamo fatto esperienza di questa emozione. Da cosa nasce la tristezza nella nostra vita? A volte la tristezza per non possedere le cose che desideriamo, che altri possiedono. A volte la tristezza nasce dal fallimento, dallo sbaglio nella nostra vita, dal non raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. A volte la tristezza nasce dai rapporti interpersonali, dalle delusioni e dalle ferite che il comportamento e le parole degli altri danno alla nostra vita. Ecco però Gesù ci parla di un’altra tristezza, Gesù ci parla di una tristezza che riempie il cuore degli apostoli, perché Lui scomparirà, perché Lui non sarà più con loro. Allora Gesù ci invita a riflettere sulla vera tristezza, la vera tristezza è quando nella mia vita non viene più custodita la presenza di Dio, quando la mia esistenza diventa distante dall’esistenza di Dio e se la dimentica. Ecco, questa è la vera tristezza. Allora dovremmo ricollocare i nostri sentimenti e fare in modo che il nostro cuore sappia dare il giusto valore alle cose. Tante cose che riempiono la nostra vita di tristezza non son così importanti e così grandi. La vera tristezza è quando la mia vita non è vita da figlio di Dio. Allora rileggendo così la nostra vita forse ci potremo accorgere che tanti giorni di tristezza che abbiamo vissuto non meritavano di essere così tristi, ma avrebbero potuto comunque essere conditi di una qualche letizia, perché comunque siamo Figli di Dio. Anche se ci mancano le cose, anche se gli altri ci feriscono e anche se non raggiungiamo i nostri obiettivi ecco, la presenza di Dio può essere una luce che toglie buio alla nostra tristezza.

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