2018 - Casa di preghiera San Biagio del venerdì 3 giugno 2022

Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri

Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore, ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.

Gesù ha già iniziato più volte il discorso del suo ritorno al Padre e quindi dell'imminente distacco dai suoi, ma gli apostoli sembrano difendersi dalle sue parole, allontanandole da sé, non ammettendole nel raggio della loro attenzione. Allora il Maestro insiste: " Adesso però me ne vado presso colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi chiede: " Dove vai?". L'ora è venuta. E con essa la tristezza di un addio sembra invadere il cuore. Rimarranno soli, si sentiranno allo sbando e sono turbati. Gesù ha già fatto promesse rassicuranti: " Vado a prepararvi un posto e tornerò da voi...non vi lascerò orfani...manderò a voi un Difensore, lo Spirito di verità...Anche il Padre verrà e noi faremo dimora presso di voi....io sarò in voi e voi in me, perché siete miei amici". Ma queste parole non bastano per dare pace ai cuori. Infatti Gesù, che non nasconde nulla ai suoi discepoli, ha previsto e comunicato anche eventi dolorosi " sarete odiati e perseguitati per causa mia....vi cacceranno dalla sinagoga e sarete uccisi". Un futuro tragico, che fa cadere nell'incertezza e nel dubbio chi sa di non avere più un punto di riferimento. Allora Gesù afferma: " E' bene per voi che io me ne vada". Infatti soltanto dopo essere tornato al Padre potrà inviare il Difensore, l'Avvocato " Lo Spirito misterioso, vento sugli abissi, fuoco del roveto, Amore in ogni amore". E' questa la promessa che non viene mai meno, che percorre i secoli della storia e invade il cuore, lo rafforza, gli dà coraggio e pace.
Anche noi, come e forse più degli Apostoli, siamo tentati dalla tristezza della solitudine, dalla paura di essere abbandonati a noi stessi, di non farcela di fronte alla prova della sofferenza fisica, dell'emarginazione sociale, dell'apparente insignificanza delle nostre vite. Solo il pensiero e la fiducia in questa promessa della presenza dello Spirito può ridarci coraggio, forza, consolazione. Ma è necessario chiamarlo questo Spirito di pienezza perché invada i nostri cuori e vinca le nostre paure e fragilità.

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