Il tema di fondo che l'evangelista propone è lo Spirito santo, testimone di Gesù e accusatore del mondo. I versetti introduttivi riprendono il tema della tristezza dei discepoli. Gesù ha parlato delle persecuzioni che i suoi dovranno subire, e questi si sentono smarriti di fronte a tali avvenimenti. Le parole di Gesù ai discepoli mettono in luce la loro chiusura. I discepoli, impauriti dall'imminente futuro di sofferenza che li attende, sono incapaci di affidarsi a colui che solo può far superare ogni tristezza e angoscia.

Gesù li rimprovera per il fatto che nessuno gli chiede che cosa significhi la sua partenza verso il Padre e la sua prossima passione e morte. Se avessero capito il senso della sua missione di sofferenza redentrice si sarebbero rasserenati al pensiero che il suo "ascendere" al Padre avrebbe prodotto la venuta dello Spirito, una persona che li rafforzerà circa la vittoria della loro fede e darà loro la comprensione piena della verità del vangelo.

Quale sarà, dunque, il compito dello Spirito? Quello di testimoniare contro il mondo, che è nel peccato per il rifiuto di Cristo. Egli, quale avvocato, come in un processo, rivelerà ai credenti, lungo il volgersi della storia, l'errore del mondo. Mentre il mondo condanna i discepoli perché seguaci di Cristo, lo Spirito rovescerà la situazione, rivelando il vero essere del mondo, il suo errore, la sua nullità. Perseguitati e condannati dai tribunali del mondo, i discepoli nell'intimo delle loro coscienze possono giudicare e condannare il mondo, in attesa del giudizio finale che renderà palesi i termini esatti dell'eterno contendere. Di questo Spirito che rafforza i cuori, che rende evidenti le ragioni del credere, che dà il coraggio di opporsi alla mentalità di questo mondo abbiamo un estremo bisogno oggi, in un mondo sempre più sicuro di sé, sempre più pervasivo, sempre più seducente.

Quanto hai gradito questo contenuto?
300 Visualizzazioni