Vorrei parlare di te, Spirito santo, in modo da farmi capire da tutti. Devo ammettere che non è facile, anche perché sembra che tu abbia fatto di tutto per rimanere nascosto: la stessa parola che usiamo per nominarti richiama la leggerezza del soffio, la libertà del vento, qualcosa di inafferrabile e sottile. Se poi ricorriamo alle figure con cui ti sei manifestato - l'ombra che copre Maria, la colomba che scende dal cielo, le lingue di fuoco che si posano sugli apostoli nel cenacolo - non ne ricaviamo che sprazzi di luce su ciò che fai, ma non una comprensione adeguata di chi tu sei. Eppure, la tua venuta fra noi è così importante che Gesù arriva a dire di te parole forti come queste: "È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il consolatore; ma quando me ne sarò andato ve lo manderò". Chi sei dunque? Per tentare di dire qualcosa di te comincio da quanto Gesù ci ha rivelato di Dio: "Dio è amore". Dio non è amore in un senso generico, astratto: Dio è il Padre di Gesù, che si è rivelato come amore proprio perché non ha esitato a consegnare suo Figlio alla morte per noi. Dio è colui che ama da sempre e per sempre, l'eterno amante, che non è mai stanco di cominciare ad amare. Amando da sempre, prima che il mondo fosse, Dio ha da sempre un altro da amare, eterno come lui: l'eterno amato, il Figlio. ln Dio dunque c'è chi da sempre comincia ad amare, il Padre, sorgente inesauribile di amore, e c'è chi da sempre accoglie l'amore, il Figlio, gratitudine infinita.

Quanto hai gradito questo contenuto?
277 Visualizzazioni