«Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero» (Mt 12, 33)

Non dobbiamo mai accontentarci di giudicare i frutti e formulare di conseguenza giudizi definitivi sulla persona. È vero, il frutto cattivo mostra con evidenza che la pianta è malata, sarebbe ridicolo dare la colpa al tempo o ad altra causa o insistere che il frutto sia buono così com’è. Però resta vero che il compito di Gesù è quello di curare i malati, non di abbandonarli al loro destino. Più che di maledire i frutti occorre quindi occuparsi di individuare la malattia e di industriarsi per curarla, per debellarla. A questo ci spinge l’amore.

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