Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi» (Lc 10, 13-14)

Queste parole di severo rimprovero, di minaccia sono dette per scuotere. E occorre saperlo fare. Perché un atteggiamento sempre concessivo, indulgente, accomodante non fa crescere, anzi rende fragili, molli, incapaci di cogliere le grandi opportunità della vita. A volte ci si trova con un pugno di mosche in mano, sconfitti, ma occorre avere l’umiltà di riconoscere che avevamo fatto scelte sbagliate, che abbiamo buttato via o lasciato da parte i tesori veri della vita. Non basta vedere le persone semplicemente felici e invidiarle, o dire che sono state fortunate: occorre saperne carpire i segreti.

Valutazione media
5.0 (1)
Quanto hai gradito questo contenuto?
284 Visualizzazioni