Nessuno nasce uguale a un altro: ognuno di noi ha un proprio carattere, la propria storia, ognuno ha doti che deve valorizzare e un compito da svolgere nella vita.

Le nostre azioni devono combinarsi e armonizzarsi perché l’umanità possa camminare insieme verso la salvezza.

Il Signore non ci chiede mai ciò che è superiore alle nostre forze: basta che facciamo fruttare, poco o tanto, quello che ci ha donato, per il bene di tutti, e ci ricompenserà in abbondanza.

Il Signore castiga invece il servo malvagio non perché non ha impiegato bene il denaro che gli era stato affidato.

Se ciò fosse successo per incapacità o per un errore commesso, lo avrebbe comunque perdonato.

Lo castiga perché non ha voluto rischiare, non si è messo in gioco, ha avuto paura e si è chiuso nel suo egoismo tradendo la fiducia.

Solo questo ci impedirà di raggiungere la Gerusalemme celeste, non gli errori e i peccati che potremo commettere.

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