2020 - mons. Costantino Di Bruno del martedì 23 agosto 2022

Santa Rosa da Lima, vergine

Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati (Lc 12, 4-7)

Il Salmo ci rivela un consesso di popoli che insieme si ergono contro il Signore e contro il suo Consacrato, ma anche contro tutti coloro che sono discepoli del suo Messia. Rivela anche il nostro Dio come il difensore, il custode, la protezione del suo Consacrato e di quanti gli appartengono.

Perché le genti sono in tumulto e i popoli cospirano invano? Insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore e il suo consacrato: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via da noi il loro giogo!». Ride colui che sta nei cieli, il Signore si fa beffe di loro. Egli parla nella sua ira, li spaventa con la sua collera: «Io stesso ho stabilito il mio sovrano sul Sion, mia santa montagna». Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane. Le spezzerai con scettro di ferro, come vaso di argilla le frantumerai». E ora siate saggi, o sovrani; lasciatevi correggere, o giudici della terra; servite il Signore con timore e rallegratevi con tremore. Imparate la disciplina, perché non si adiri e voi perdiate la via: in un attimo divampa la sua ira. Beato chi in lui si rifugia. (Sal 2, 1-12). 

Anche il libro della Sapienza ci rivela un consesso di uomini iniqui che sono concordi solo nella loro malvagità. Il giusto è però nelle mani di Dio, il quale sempre veglia sulla sua vita. Gli iniqui potranno avere il sopravvento sul corpo, mai sull’anima.

Spadroneggiamo sul giusto, che è povero, non risparmiamo le vedove, né abbiamo rispetto per la canizie di un vecchio attempato. La nostra forza sia legge della giustizia, perché la debolezza risulta inutile. Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita non è come quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade. Siamo stati considerati da lui moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure. Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre. Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà». Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile (Sap 2, 10-22). 

Oggi Gesù ci invita a non avere paura di quelli che uccidono il corpo. Il corpo comunque dovrà essere consegnato alla morte, se non è prima, sarà di certo dopo. Dobbiamo avere paura di colui che ha il potere di gettare nella Geenna, cioè nell’inferno eterno. Questo significa che mai dobbiamo avere paura di confessare Gesù nella sua verità piena, nella sua missione di Salvatore e Redentore dell’uomo.

Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!

Il discepolo di Gesù è interamente nelle mani del Padre celeste. Quanto gli accade è sempre una prova di amore, verità, giustizia, per crescere in una più grande santità. È anche via perché si possa rendere testimonianza a Gesù Signore ufficialmente, dinanzi a re e prìncipi, in forma privata ed anche pubblica, con parole semplici ma anche sotto giuramento. La persecuzione è la via migliore di tutte per evangelizzare il mondo, comunicare la buona novella, dire il Vangelo della vita e della pace. I perseguitati sono un seme di vita eterna che cade nei solchi del mondo perché possa produrre frutti di vera conversione per tutti gli abitanti della terra.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri testimoni di Gesù.

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