…perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore

…ricordati di Gesù Cristo, Risorto dai morti, discendente di Davide

Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?

La parola di Dio che viene letta in questa domenica ha un CENTRO PULSANTE. Non si tratta di un’idea, di un concetto. Si tratta di una Persona, si tratta di CRISTO. Egli è il SENSO ULTIMO del  Cristianesimo. Non è una nozione astratta, è una Persona. Ma una persona SPECIALE.

Certamente Egli è il Messia, il discendente ultimo della stirpe regale di Giuda, quella casata scelta dal Signore JHWH già nell’Antico Patto, quando Dio stesso inviò il profeta Samuele ad ungere un figlio di Jesse. E colui che fu unto Re su tutto l’Israele di Dio fu proprio il più piccolo e gracile dei figli dell’uomo di Betlemme , un ragazzetto fulvo di capelli, Davide, per dimostrare che non è la persona ma il progetto salvifico di Dio ad essere preminente.

Ma Gesù Cristo è assai di più di quel Messia Re, Sacerdote e Condottiero Politico preconizzato dalle profezie veterotestamentarie. In lui prende carne umana il FIGLIO, cioè il LOGOS, la SECONDA PERSONA della Santissima TRINITÀ. Quindi Egli non è soltanto un uomo. Egli è Figlio di Dio e Dio egli stesso ! La nostra fede in questo Grande Mistero, quello della DIVINITÀ UMANA e della UMANITÀ DIVINA di Gesù ci fa CRISTIANI. La nostra fede che però deve tradursi in un’imitazione del Signore nella nostra esistenza. Un’imitazione che deve essere il filo rosso di tutta l’esistenza, e che può anche costarci la vita, come i martiri… ma noi sappiamo, come ci ricorda San Paolo, che “se moriamo con lui, con lui anche vivremo”.

Cari fratelli e sorelle in Cristo, noi siamo chiamati alla SEQUELA di Gesù, figlio di Davide secondo la carne, Figlio di Dio e Dio Egli Stesso dall’eternità per l’eternità.

Questa sequela nell’UOMO – DIO è la nostra peculiarità, è il tratto distintivo del cristiano, di fronte a tutti gli altri uomini e donne che non condividono questa fede. Preghiamo il Signore perché non lasci che in noi essa si annacqui, che ci vergogniamo di essa o che addirittura la rinneghiamo.  Amen.

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