Siamo in estate, tempo di vacanze; molti di noi forse sono in montagna e possono assaporare ancora di più la bellezza del Vangelo di oggi, che invita tutti a seguire Gesù, salito sul monte non per divertirsi con i suoi tre amici più stretti, ma per pregare. 

Durante la sua preghiera accade qualcosa di meraviglioso, che lascia stupefatti i tre testimoni: per un istante i loro occhi si aprono alla vera identità di Gesù, riconoscono sotto il velo della sua carne umana lo splendore eterno e glorioso della sua divinità. 

La nube dello Spirito Santo, che da sempre riposa su Gesù, e che adombrò la Vergine al suo concepimento, ora avvolge anche loro. 

Le loro orecchie diventano capaci di udire la voce del Padre, che Gesù da sempre ascolta e a cui adesso, nella preghiera, si sta totalmente dedicando. 

Quando ci capita di vedere qualcuno che prega intensamente, rimaniamo colpiti dalla sua bella espressione e ci chiediamo: «Che cosa starà dicendo al Signore? Di che cosa si staranno parlando?».

Oggi il Vangelo soddisfa la nostra curiosità, raccontandoci brevemente qualcosa del misterioso dialogo d’amore che Gesù intesseva con il Padre durante la sua preghiera: il dono totale di sé, senza alcun ripiegamento egoistico, e l’umiltà profonda di chi regna facendosi servo sono i tratti distintivi di Gesù, che lo rendono il Figlio prediletto del Padre. 

Se anche noi vogliamo «abbronzarci» a questa luce, per divenire radiosi come lui, seguiamo l’invito del Padre: ascoltiamolo!

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