UFFICIO DELLE LETTURE
Venerdì, 19 giugno 2026
SANTI PROTASO E GERVASO, MARTIRI
Festa
V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.
Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.
Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.
Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.
latino
Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:
Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.
Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.
Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum. Amen.
in canto
O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.
Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.
Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.
Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.
Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.
Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.
Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.
Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.
Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.
Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.
Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.
latino
Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;
Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.
Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.
Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.
Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.
Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.
Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.
Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.
Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula. Amen.
in canto
Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.
Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.
Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.
Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.
Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.
Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.
Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.
Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.
RESPONSORIO
R Vera e santa fraternità,
non incrinata da alcuna discordia!
Nell'effusione del sangue
seguirono Cristo Signore.
Spregiando la corte di un sovrano terreno,
raggiunsero il regno dei cieli.
V Docili ai moniti dell'evangelo,
incuranti del fascino di una ricchezza effimera,
alla sequela di Gesù si posero.
Spregiando la corte di un sovrano terreno,
raggiunsero il regno dei cieli.
SALMODIA
Cantico - Sap 3, 1-9
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio
Beati i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono (Ap 14, 13).
Ant. 1 Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
non le toccherà nessun tormento. †
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
non le toccherà nessun tormento.
† Agli occhi degli stolti parve che morissero; *
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro dipartita da noi una rovina, *
ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, *
piena di immortalità è la loro speranza.
In cambio di una breve pena *
riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati *
e di sé li ha trovati degni;
li ha saggiati come oro nel crogiuolo *
e li ha graditi come un olocausto.
I giusti nel giorno del loro giudizio risplenderanno; *
correranno qua e là, come scintille nella stoppia.
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli *
e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Comprenderanno la verità quanti confidano in lui; *
coloro che gli sono fedeli
vivranno presso di lui nell’amore,
perché grazia e misericordia *
sono riservate ai suoi eletti.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
non le toccherà nessun tormento.
Cantico - Sap 5, 1-6. 14-15
La sorte beata dei giusti
I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro (Mt 13, 43).
Ant. 2 Rallegratevi ed esultate,
martiri santi di Cristo: *
grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Il giusto starà con grande fiducia †
di fronte a quanti lo hanno oppresso, *
e a quanti han disprezzato le sue sofferenze.
Costoro vedendolo saran presi da terribile spavento, *
saran presi da stupore per la sua salvezza inattesa.
Pentiti, diranno fra di loro, *
gemendo nello spirito tormentato:
«Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso *
e che stolti abbiam preso a bersaglio
del nostro scherno;
giudicammo la sua vita una pazzia *
e la sua morte disonorevole.
Perché ora è considerato tra i figli di Dio *
e condivide la sorte dei santi?
Abbiamo dunque deviato dal cammino della verità; †
la luce della giustizia non è brillata per noi, *
né mai per noi si è alzato il sole».
La speranza dell’empio
è come pula portata dal vento, *
come schiuma leggera sospinta dalla tempesta,
come fumo dal vento è dispersa, *
si dilegua come il ricordo dell’ospite di un sol giorno.
I giusti al contrario vivono per sempre, †
la loro ricompensa è presso il Signore *
e l’Altissimo ha cura di loro.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Rallegratevi ed esultate,
martiri santi di Cristo: *
grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Cantico - Sir 51, 1-12
Rendimento di grazie a Dio che ha liberato i suoi dalla tribolazione
Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo (2Cor 12, 10).
Ant. 3 Allietatevi, santi, al cospetto dell'Agnello: *
dal principio del mondo vi è preparato il regno.
Ti glorificherò, Signore mio re, *
ti loderò, Dio mio salvatore;
glorificherò il tuo nome, *
perché fosti mio protettore e mio aiuto,
e hai liberato il mio corpo dalla perdizione, †
dal laccio di una lingua calunniatrice, *
dalle labbra che proferiscono menzogne.
Di fronte a quanti mi circondavano *
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,
secondo la tua grande misericordia *
e per il tuo nome,
dai morsi di chi stava, per divorarmi, *
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,
dalle molte tribolazioni di cui soffrivo, †
dal soffocamento di una fiamma avvolgente *
e dal fuoco che non avevo acceso,
dal profondo seno degli inferi, *
dalla lingua impura e dalla parola falsa.
Una calunnia di lingua ingiusta *
era giunta al re.
La mia anima era vicina alla morte, *
la mia vita era alle porte degli inferi.
Mi assillavano dovunque *
e nessuno mi aiutava;
mi rivolsi per soccorso agli uomini, *
ma invano.
Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, *
e delle tue opere che sono da sempre,
perché tu liberi quanti in te sperano, *
li salvi dalla mano dei nemici.
Ed innalzai dalla terra la mia supplica; *
pregai per la liberazione dalla morte.
Esclamai: «Signore, mio padre tu sei *
e autore della mia salvezza,
non mi abbandonare nei giorni dell’angoscia, *
nel tempo dello sconforto e della desolazione.
Io loderò sempre il tuo nome; *
canterò inni a te con riconoscenza».
La mia supplica fu esaudita; †
tu mi salvasti infatti dalla rovina *
e mi strappasti da una pessima situazione.
Per questo ti ringrazierò e ti darò lode, *
benedirò il nome del Signore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 3 Allietatevi, santi, al cospetto dell'Agnello: *
dal principio del mondo vi è preparato il regno.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Tu sei benedetto, Signore.
R Amen.
L Benedicimi, Padre.
V Per l’intercessione dei santi martiri Protaso e Gervaso
il Signore ci conceda benedizione e salvezza.
R Amen.
PRIMA LETTURA
Ap 7, 9-17
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo
L’immensa moltitudine degli eletti
Io, Giovanni, vidi, e mi apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce:
«La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello».
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:
«Amen. Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
«Non avranno più fame,
né avranno più sete,
né li colpirà il sole,
né arsura di sorta» (Sal 120, 6; Is 49, 10),
perché l’Agnello che sta in mezzo al trono
«sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita»
(Sal 22, 2; Ez 34, 23).
«E Dio tergerà ogni lacrima» (Is 25, 8) dai loro occhi.
RESPONSORIO
Cfr. Sal 132, 1
R Si misero alla scuola del Signore Gesù,
vincendo ogni avarizia, ogni brama dei sensi;
ed ebbero la sorte di morire
martiri santi di Cristo.
V Quando è buono e soave
che vivano insieme i fratelli!
Ed ebbero la sorte di morire
martiri santi di Cristo.
L Benedicimi, Padre.
V I santi martiri Gervaso e Protaso,
che gioiosamente ricordiamo,
intercedano per noi presso il Signore.
R Amen.
SECONDA LETTURA
Dalla «Lettera alla sorella Marcellina» di sant’Ambrogio, vescovo
(Lett. 22, 1-4. 7. 9-13: PL 16, 1062-1066)
Desidero tali difensori: ho con me i soldati di Cristo
Alla sua signora sorella, che gli è più cara della vita e degli occhi, il fratello Ambrogio.
Poiché non voglio tacere alla tua santità niente di ciò che avviene in tua assenza, sappi anche che abbiamo ritrovato i santi martiri.
Infatti, dopo che avevo consacrato la basilica, molti, come a una sola voce, cominciarono a sollecitarmi, dicendo: «La dovresti dedicare come la basilica "romana"!». Risposi: «Lo farò, se troverò reliquie di martiri». E subito penetrò in me come l'ardore di un presagio.
In breve: il Signore mi concesse la grazia. Infatti, sebbene lo stesso clero non fosse privo di timori, feci sgombrare dai sassi il terreno della zona davanti ai cancelli dei santi Felice e Nabore.
Trovai indizi probanti: anche con l'aiuto di quelli ai quali avrei dovuto imporre le mani, i santi martiri cominciarono ad emergere, sicché, mentre noi continuavamo a mantenere il silenzio, venne sollevata l'urna e deposta presso il luogo della sacra tomba.
Trovammo due uomini di straordinaria statura, come erano quelli dei tempi antichi. Intatte tutte le ossa, moltissimo sangue. Fu grande il concorso di popolo per tutti quei giorni. In breve: le profumammo tutte l’una dopo l'altra e, quando ormai era imminente la sera, le trasportammo nella basilica di Fausta. Là si vegliò l'intera notte e si svolse l'imposizione delle mani. Il giorno seguente le trasferimmo nella basilica detta "Ambrosiana". Durante la traslazione un cieco fu guarito.
Io rivolsi al popolo questo discorso: «...Voi vedete come li ha sollevati tra i capi del suo popolo. Quali altri dobbiamo considerare capi del popolo se non i santi martiri? Nel numero di questi ormai, benché a lungo ignorati per il passato, sono collocati tra i primi Protaso e Gervaso, poiché con i meriti e gli esempi del loro martirio hanno allietato la Chiesa milanese che, sebbene sterile di martiri, è già madre di moltissimi figli.
Non a torto molti chiamano questa una risurrezione dei martiri. Vedrò tuttavia se essi sono risorti per sé, come certamente sono risorti per noi. Sapete, anzi avete visto voi stessi che molti furono liberati dai demoni; moltissimi anche, non appena toccata con le mani la veste dei martiri, furono guariti dalle infermità che li travagliavano; si sono rinnovati i prodigi del tempo antico, in cui, per l'arrivo del Signore Gesù, la grazia più copiosamente s'era riversata sulla terra; dall'ombra, per così dire, dei santi corpi vedete molti risanati.
Quanti fazzoletti vengono ininterrottamente lanciati, quanti indumenti, posti sulle veneratissime reliquie, sono restituiti capaci di guarire anche al solo contatto! Tutti sono paghi di toccarle, sia pure sfiorandole appena; e chi le toccherà sarà salvo.
Ti ringrazio, Signore Gesù, di avere suscitato per noi gli spiriti così potenti di questi santi martiri in un tempo in cui la tua Chiesa ha bisogno di più efficace protezione. Apprendano tutti quali difensori io cerco, atti a difendere, ma incapaci di offendere. Questi io ti ho procurato, popolo santo, perché giovino a tutti, non rechino danno a nessuno.
Tali difensori io desidero, tali soldati ho con me; non soldati del mondo, ma soldati di Cristo. Per tali difensori nessuna invidia io temo, perché la loro protezione è, quanto più potente, tanto più sicura. Io desidero che essi difendano anche quelli che me li invidiano. Vengano dunque, e vedano le mie guardie del corpo. Non rifiuto di essere circondato da tali armi: "Gli uni per i carri, gli altri per i cavalli: noi invece per il nome del Signore Dio nostro saremo esaltati" (Sal 19, 8). Queste reliquie sono tratte da un sepolcro indegno di loro e come trofei sono mostrate al cielo. Il tumulo è intriso di sangue, appaiono i segni del loro sangue di trionfatori, i resti sono stati trovati intatti al loro posto, in perfetto ordine, il capo è staccato dal tronco. Ora i vecchi vanno dicendo di aver sentito in passato nominare questi martiri, di averne letto l'iscrizione funebre. Questa città aveva perduto i suoi martiri, mentre aveva sottratto quelli altrui. Sebbene questo sia un dono di Dio, tuttavia non posso misconoscere la grazia che il Signore Gesù ha concesso ai tempi del mio episcopato; e poiché non merito di essere un martire io stesso, vi ho almeno procurato questi martiri. Queste vittime trionfali raggiungano il luogo dove Cristo è offerta sacrificale. Ma egli, che ha patito per tutti, sta sopra l'altare; questi che sono stati riscattati dalla sua passione, saranno collocati sotto l'altare. Questo luogo avevo scelto per me, perché è giusto che un vescovo riposi dove soleva offrire il sacrificio; ma cedo a queste vittime sacre la parte destra, posto dovuto ai martiri. Riponiamo dunque le sacrosante reliquie, collocandole in una sede degna e festeggiamo questo intero giorno con devozione fedele».
TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
TE DEUM
Te Deum laudámus: *
te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclámant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus *
apostolórum chorus,
te prophetárum *
laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
Imménsæ maiestátis,
venerándum tuum verum *
et únicum Filium,
Sanctum quoque *
Paráclitum Spíritum.
Te rex glóriæ, *
Christe.
Tu Patris *
sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
in glória Patris.
Iudex *
créderis esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
et extólle illos usque in ætérnum,.
Per síngulos dies *
benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.
Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.
ORAZIONE
O Dio, che in questa festiva celebrazione
ci poni ad esempio
la coraggiosa testimonianza
dei martiri Protaso e Gervaso,
concedi al tuo popolo, che crede in te fermamente,
di combattere sempre con animo forte
la buona battaglia della fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
V Benediciamo il Signore.
R Rendiamo grazie a Dio.