UFFICIO DELLE LETTURE

Giovedì, 28 maggio 2026

BEATO LUIGI BIRAGHI,
PRESBITERO
Memoria facoltativa

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra» (Gn 1, 20)

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Al quinto giorno tutto ciò che vive
hai tratto, o Dio, dall’acque primordiali:
guizzano i pesci nel mare,
gli uccelli si rincorrono nell’aria.

Nati nell’onda del santo lavacro,
rigeneràti dal sangue di Cristo,
serbaci liberi e puri
nella preziosa vita della grazia.

Non ci avvilisca la colpa
né la superba innocenza ci illuda,
il cuore nell’orgoglio non si esalti
né si deprima per le sue cadute.

Così ti implora il tuo popolo, o Padre,
per Cristo Redentore
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli.   Amen.

latino

Magnæ Deus poténtiæ,
qui ex aquis ortum genus
partim remíttis gúrgiti,
partim levas in áera,

Demérsa lymphis ímprimens,
subvécta cælis írrogans,
ut, stirpe una pródita,
divérsa répleant loca:

Largíre cunctis sérvulis,
quos mundat unda sánguinis,
nescíre lapsus críminum
nec ferre mortis tædium,

Ut culpa nullum déprimat,
nullum levet iactántia,
elísa mens ne cóncidat,
eláta mens ne córruat.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

Dall’ampia distesa dell’acqua
hai tratto, Signore, i viventi:
gli uccelli veloci nell’aria
e i pesci guizzanti nel mare.

Rinati nel santo lavacro,
salvati dal sangue di Cristo,
conservaci liberi e puri
in vita preziosa di grazia.

Il male non spenga fiducia,
nel bene viviamo umilmente;
il cuore rifugga da orgoglio
né mai lo deprima la colpa.

O Padre, così ti imploriamo
per Cristo Gesù Redentore,
che insieme allo Spirito santo
con te vive e regna in eterno. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Vita di tutti, Cristo Redentore,
o Giudice tremendo, unico Re,
odi pietoso la supplica e accogli
benignamente il canto.

Grata la lode nella notte ascenda
a te, divina Luce,
e l’eco dell’eterna melodia
consoli e allieti i cuori.

Di gioiosa innocenza adorna i giorni,
pensieri ispira di vita immortale,
in ogni azione nostra
sfavilli la tua gloria.

A te, suprema fonte dell’essere,
o Trinità beata,
la Chiesa dei redenti
leva felice l’inno nei secoli.   Amen.

latino

O sator rerum, reparátor ævi,
Christe, rex regum, metuénde censor,
tu preces nostras paritérque laudes
     súscipe clemens.

Noctis en cursu tibi vota laudum
pángimus; præsta tibi sint ut apta,
nosque concéntu réfove perénni,
     lúminis auctor.

Da dies nobis probitáte faustos
mortis ignáram tribuéndo vitam,
semper ut nostros tua sit per actus
     glória perpes.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
     omne per ævum.   Amen.

in canto

Di tutti sei vita, Signore,
o unico Re, nostro Giudice:
tu, mite, ascolta la supplica,
accogli benevolo il canto.

La lode notturna innalziamo
a te che sei Luce divina,
e l’eco dei cori celesti
consoli e allieti i cuori.

Concedi gioiosa innocenza,
pensieri di cielo ispira;
sfavilli la gloria immortale
in ogni azione terrena.

A te, uno e trino Signore,
sorgente suprema dell’essere,
elevino tutti i redenti
un inno di festa nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 43

Il popolo di Dio nella sventura

In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).

I (2-9)

Ant. 1   Sei tu il mio re, Dio mio, *
             che decidi vittorie per Giacobbe.

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, †
     i nostri padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, *
     nei tempi antichi.

Tu per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti, *
     per far loro posto, hai distrutto i popoli.

Poiché non con la spada conquistarono la terra, *
     né fu il loro braccio a salvarli;

ma il tuo braccio e la tua destra e la luce del tuo volto, *
     perché tu li amavi.

Sei tu il mio re, Dio mio, *
     che decidi vittorie per Giacobbe.

Per te abbiamo respinto i nostri avversari *
     nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.

Infatti nel mio arco non ho confidato *
     e non la mia spada mi ha salvato,
ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, *
     hai confuso i nostri nemici.

In Dio ci gloriamo ogni giorno, *
     celebrando senza fine il tuo nome.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Sei tu il mio re, Dio mio, *
             che decidi vittorie per Giacobbe.

II (10-17)

Ant. 2   Non respingerci, o Signore, *
             e non coprirci di vergogna.

Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, *
     e più non esci con le nostre schiere.
Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari *
     e i nostri nemici ci hanno spogliati.

Ci hai consegnati come pecore da macello, *
     ci hai dispersi in mezzo alle nazioni.
Hai venduto il tuo popolo per niente, *
     sul loro prezzo non hai guadagnato.

Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini, *
     scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.
Ci hai resi la favola dei popoli, *
     su di noi le nazioni scuotono il capo.

L’infamia mi sta sempre davanti *
     e la vergogna copre il mio volto
per la voce di chi insulta e bestemmia, *
     davanti al nemico che brama vendetta.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Non respingerci, o Signore, *
             e non coprirci di vergogna.

III (18-27)

Ant. 3   Non abbiamo teso le nostre mani
             verso un Dio straniero; *
             sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto
             e salvaci, o Dio nostro.

Tutto questo ci è accaduto †
     e non ti avevamo dimenticato, *
     non avevamo tradito la tua alleanza.

Non si era volto indietro il nostro cuore, *
     i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;
ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli *
     e ci hai avvolti di ombre tenebrose.

Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio *
     e teso le mani verso un dio straniero,
forse che Dio non lo avrebbe scoperto, *
     lui che conosce i segreti del cuore?

Per te ogni giorno siamo messi a morte, *
     stimati come pecore da macello.

Svégliati, perché dormi, Signore? *
     Dèstati, non ci respingere per sempre.
Perché nascondi il tuo volto, *
     dimentichi la nostra miseria e oppressione?

Poiché siamo prostrati nella polvere, *
     il nostro corpo è steso a terra.
Sorgi, vieni in nostro aiuto; *
     salvaci per la tua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Non abbiamo teso le nostre mani
             verso un Dio straniero; *
             sorgi, Signore, vieni in nostro aiuto
             e salvaci, o Dio nostro.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

1Cor 16, 1-24

Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo

Raccomandazioni e saluti

Quanto alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare, perché non si facciano le collette proprio quando verrò io. Quando poi giungerò, manderò con una mia lettera quelli che voi avrete scelto per portare il dono della vostra liberalità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi partiranno con me.
Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia, poiché la Macedonia intendo solo attraversarla; ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l’inverno, perché siate voi a predisporre il necessario per dove andrò. Non voglio vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un po’ di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. Mi fermerò tuttavia a Efeso fino a Pentecoste, perché mi si è aperta una porta grande e propizia, anche se gli avversari sono molti.
Quando verrà Timòteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi, giacché anche lui lavora come me per l’opera del Signore. Nessuno dunque gli manchi di riguardo: al contrario, accomiatatelo in pace, perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli. Quanto poi al fratello Apollo, l’ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando gli si presenterà l’occasione.
Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità. Una raccomandazione ancora, o fratelli: conoscete la famiglia di Stefana, che è primizia dell’Acaia; hanno dedicato sé stessi a servizio dei fedeli; siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro. Io mi rallegro della visita di Stefana, di Fortunato e di Acàico, i quali hanno supplito alla vostra assenza; essi hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Sappiate apprezzare siffatte persone.
La comunità dell’Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa. Vi salutano i fratelli tutti. Salutatevi a vicenda con il bacio santo.
Il saluto è di mia mano, di Paolo. Se qualcuno non ama il Signore sia anatema. Maràna tha: Vieni, o Signore! La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

RESPONSORIO

Cfr. Sal 66, 2

R   Dio abbia pietà di noi
           e ci benedica.

V   Su di noi faccia splendere il suo volto
           e ci benedica.

L   Benedicimi, Padre.
V   Il presbitero beato Luigi
     che gioiosamente ricordiamo,
     interceda per noi presso il Signore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Da «L'amore per Gesù Cristo» del beato Luigi Biraghi, sacerdote

(Autografo 7-Positio, 131)
Meditazione della Passione e devozione a Gesù Cristo nel Sacramento

“L'amore del Cristo ci spinge» (2Cor 5, 14). Vedetelo in sant'Ignazio, gran vescovo e gran martire, quando andava alla morte. Il mio amore (Gesù Cristo) fu crocifisso per amor mio, e io desidero morire per lui; sono frumento di Cristo, desidero essere per lui macinato dai denti dei leoni. Sono frumento di Cristo... O carissimi, ecco la prima, la eminente qualità dei ministri di Gesù Cristo: amare Gesù Cristo, amarlo davvero, amarlo sopra ogni cosa. Ma come avere questa qualità? Come conservarla e crescerla?
La prima cosa, leggere di continuo e meditare la vita e la passione di Gesù Cristo, quel gran mistero, come dice san Paolo, «nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi» (Col 1, 26). Quel gran sacramento di pietà: «Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria» (1Tm 3, 16). Qui è dove tutti i Santi presero fuoco, fuoco ardentissimo, che fece operare loro tante meraviglie.
Alla meditazione tenga dietro una grande devozione a Gesù Cristo nel Sacramento. Ah, fratelli carissimi, voi abitate, dirò quasi, nella medesima casa con questo amico, fratello e Re vostro. Oh, come vi deve essere gioioso e soave il trovarvi spesso con lui, parlargli faccia a faccia come Mosè sul monte, offrirgli il vostro ministero, offrirgli il vostro popolo, pregarlo di grazie, gustarne le dolcezze, farvi angeli che, curvi e riverenti, circondano l'altare del Signore. Sia questa la più cara vostra consolazione e sia per voi un dolore essere allontanati dal tabernacolo di Gesù Cristo perché chiamati ad altri doveri: «Maestro, è bello per noi stare qui» (Mc 9, 5).
E, siccome sarebbe vana larva di amore colui che con queste pratiche non avesse la continua imitazione di Gesù Cristo, perciò vi raccomando in terzo luogo un frequente esame della vostra vita, se concordi cogli esempi di Gesù Cristo. Dire dunque spesso tra di voi: Gesù non cercava che la gloria del Padre suo e gli interessi delle anime: e io che cerco? Dove tendo? Qual è il fine e l'anima di ogni mio passo, di ogni mia azione? Gesù umile e obbediente fino alla morte e morte di croce? E io come seguo umiltà e obbedienza? Gesù povero si che, essendo il padrone di tutto, per noi si è fatto non solo povero, ma bisognoso: «Per noi si è fatto povero» (cfr. 2Cor 8, 9); Gesù alieno dal mondo e da ogni pompa e piacere del mondo, tanto che poté dire: “Viene il principe di questo mondo e non ha alcun potere su di me» (cfr. Gv 14, 30) e «lo non sono del mondo» (Gv 17, 14): e io come vivo, come penso, che amo? Gesù dolce e forte, mansueto e pieno di zelo, agnello e leone: e io come seguo mansuetudine nelle ingiurie e fortezza nel difendere la causa di Dio e delle anime?

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

O Dio, che hai chiamato il beato Luigi 
a diffondere la gioia del Vangelo, 
concedi che, senza temere difficoltà e fatiche, 
sappiamo portare pace e concordia ai nostri fratelli. 
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, 
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, 
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.