UFFICIO DELLE LETTURE

Lunedì, 20 aprile 2026

LUNEDI
DELLA TERZA SETTIMANA DI PASQUA

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio che dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo.   Amen.

latino

Imménse cæli Cónditor,
qui, mixta ne confúnderent,
aquæ fluénta dívidens,
cælum dedísti límitem,

Firmans locum cæléstibus
simúlque terræ rívulis,
ut unda flammas témperet,
terræ solum ne díssipet:

Infúnde nunc, piíssime,
donum perénnis grátiæ,
fraudis novæ ne cásibus
nos error átterat vetus.

Lucem fides invéniat,
sic lúminis iubar ferat;
hæc vana cuncta térreat,
hanc falsa nulla cómprimant.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

In canto

O sommo Creatore dei cieli,
sapiente dividi le acque,
offrendo alla terra feconda
le piogge e l’ardore del sole.

Dall’alto discenda sull’anima
divina rugiada di grazia;
tornando con nuovi inganni,
non rechi la morte il Maligno.

Al tuo splendore la fede
attinga la provvida luce,
che ogni miraggio disperda
e dissipi tutte le tenebre.

O Padre, la nostra preghiera
ascolta per Cristo Signore,
che insieme alla Spirito santo
con te vive e regna in eterno. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli.   Amen.

latino

Somno reféctis ártubus,
spreto cubíli, súrgimus:
nobis, Pater, canéntibus
adésse te depóscimus.

Te lingua primum cóncinat,
te mentis ardor ámbiat,
ut áctuum sequéntium
tu, sancte, sis exórdium.

Cedant tenébræ lúmini
et nox diúrno síderi,
ut culpa, quam nox íntulit,
lucis labáscat múnere.

Precámur ídem súpplices
noxas ut omnes ámputes,
et ore te canéntium
laudéris in perpétuum.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

La notte ha donato ristoro
e lieti i tuoi figli si levano;
accogli benevolo, o Padre,
la lode in attesa del giorno.

Con gioia il labbro si schiude,
il cuore ardente ti chiama:
al nostro lavoro presiedi
e dona il tuo amore fecondo.

La stella del primo mattino
è segno di luce crescente
che vince serena le tenebre:
così la tua grazia il male!

Concorde a te sale la supplica:
tu strappa dai cuori ogni colpa,
e l’animo nostro redento
ti celebri oggi e in eterno.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Cristo Gesù, tuo Figlio
che regna Signore per sempre,
unito allo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 49

Il culto gradito a Dio

Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua perfezione; disse infatti: non sono venuto per abolire, ma per dare compimento (Cfr. Mt 5, 17).

I (1-6)

Ant. 1   Parla il Signore, ascoltiamolo; *
             il cielo annunzia la sua giustizia. Alleluia.

Parla il Signore, Dio degli dèi, *
     cònvoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, splendore di bellezza, *
     Dio rifulge.

Viene il nostro Dio e non sta in silenzio; †
     davanti a lui un fuoco divorante, *
     intorno a lui si scatena la tempesta.

Convoca il cielo dall’alto *
     e la terra al giudizio del suo popolo:

«Davanti a me riunite i miei fedeli *
     che hanno sancito con me l’alleanza offrendo un sacrificio».

Il cielo annunzi la sua giustizia: *
     Dio è giudice.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Parla il Signore, ascoltiamolo; *
             il cielo annunzia la sua giustizia. Alleluia.

II (7-15)

Ant. 2   Offri a Dio un sacrificio di lode *
             e sciogli all’Altissimo i tuoi voti. Alleluia.

«Ascolta, popolo mio, voglio parlare, †
     testimonierò contro di te, Israele: *
     Io sono Dio, il tuo Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; *
     i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi.
Non prenderò giovenchi dalla tua casa, *
     né capri dai tuoi recinti.

Sono mie tutte le bestie della foresta, *
     animali a migliaia sui monti.
Conosco tutti gli uccelli del cielo, *
     è mio ciò che si muove nella campagna.

Se avessi fame, a te non lo direi: *
     mio è il mondo e quanto contiene.
Mangerò forse la carne dei tori, *
     berrò forse il sangue dei capri?

Offri a Dio un sacrificio di lode *
     e sciogli all’Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno della sventura: *
     ti salverò e tu mi darai gloria».

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Offri a Dio un sacrificio di lode *
             e sciogli all’Altissimo i tuoi voti. Alleluia.

III (16-23)

Ant. 3   Chi offre il sacrificio di lode, *
             questi onora il Signore. Alleluia.

All’empio dice Dio: †
     «Perché vai ripetendo i miei decreti *
     e hai sempre in bocca la mia alleanza,

tu che detesti la disciplina *
     e le mie parole te le getti alle spalle?
Se vedi un ladro, corri con lui; *
     e degli adulteri ti fai compagno.

Abbandoni la tua bocca al male *
     e la tua lingua ordisce inganni.
Ti siedi, parli contro il tuo fratello, *
     getti fango contro il figlio di tua madre.

Hai fatto questo e dovrei tacere? †
     Forse credevi ch’io fossi come te! *
     Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati».

Capite questo voi che dimenticate Dio, *
     perché non mi adiri e nessuno vi salvi.

Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora, †
     a chi cammina per la retta via *
     mostrerò la salvezza di Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Chi offre il sacrificio di lode, *
             questi onora il Signore. Alleluia.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ap 7, 1-17

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo

La moltitudine dei segnati con il sigillo di Dio

Io, Giovanni, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta. Vidi poi un altro angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: «Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi». Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele:
dalla tribù di Giuda dodicimila;
dalla tribù di Ruben dodicimila;
dalla tribù di Gad dodicimila;
dalla tribù di Aser dodicimila;
dalla tribù di Nèftali dodicimila;
dalla tribù di Manàsse dodicimila;
dalla tribù di Simeone dodicimila;
dalla tribù di Levi dodicimila;
dalla tribù di Issacar dodicimila;
dalla tribù di Zàbulon dodicimila;
dalla tribù di Giuseppe dodicimila;
dalla tribù di Beniamino dodicimila.
Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.
E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello».
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
"Non avranno più fame,
né avranno più sete,
né li colpirà il sole,
né arsura di sorta" (Sal 120, 6; Is 49, 10),
perché l'Agnello che sta in mezzo al trono
"sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio tergerà ogni lacrima" dai loro occhi
(Sal 22, 2; Ez 34, 23; Is 25, 8)».

RESPONSORIO

Cfr. Ap 7, 14. 17; Sal 23, 6

R   Questi sono passati
      attraverso la grande tribolazione
      e hanno lavato le loro vesti
      rendendole candide nel sangue dell'Agnello.
           E Dio astergerà ogni lacrima
           dai loro occhi. Alleluia.

V   Ecco la generazione che cerca il Signore,
      che cerca il volto del Dio di Giacobbe.
           E Dio astergerà ogni lacrima
           dai loro occhi. Alleluia.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalle «Opere» di san Cromazio di Aquileia, vescovo

(Praef. orat. dom.: CCL 9,445-447)
Parliamo a Dio con cuore di figli

Il Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, tra i vari insegnamenti di salvezza, ai suoi discepoli, che gli avevano domandato come dovessero pregare, diede la forma esemplare dell'orazione, che voi stessi anche dalla presente lettura avete potuto conoscere più a fondo.
Sentite ora, o carissimi, come il Signore ha insegnato ai suoi discepoli a pregare Dio Padre onnipotente: «Quando pregherai, entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo» (Mt 6, 6). Parlando di stanza, non indica una casa nascosta, ma si riferisce all'intimo del nostro cuore, che è conosciuto soltanto da Dio.
Dobbiamo pregare Dio dopo aver chiuso la porta: dobbiamo cioè chiudere con una mistica chiave il nostro cuore, così che non vi entri nessun cattivo pensiero, per poter parlare a Dio, sigillate le labbra, con spirito immacolato. Il nostro Dio ascolta non la nostra voce, bensì la nostra fede. Chiudiamo allora con la chiave della fede l'animo nostro, perché non vi entrino le insidie del nemico e sia invece aperto unicamente a Dio, del quale il nostro animo è il tempio. Abitando così nel nostro cuore, lui stesso può farci da avvocato nella preghiera.
Cristo, Signore nostro, parola e sapienza di Dio, ci ha quindi insegnato questa preghiera, per cui diciamo: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9). È questa una proclamazione di libertà, piena di fiducia. Dovete quindi avere un comportamento tale da poter essere figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo. Con quale temerarietà infatti uno può chiamare Dio proprio padre se si comporta in modo difforme dalla sua volontà? Mostratevi dunque, o carissimi, degni dell'adozione divina, poiché sta scritto: «A quanti credettero in lui diede il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12).
«Sia santificato il tuo nome»: non chiediamo con questo che Dio venga santificato dalle nostre preghiere – egli è sempre santo –, ma chiediamo che il suo nome sia santificato in noi; dal momento che siamo santificati nel suo battesimo, domandiamo di perseverare in quello in cui abbiamo incominciato.
«Venga il tuo regno». Veramente quando il nostro Dio non esercita al massimo la sua regalità, essendo il suo regno immortale? Ma quando diciamo: «Venga il tuo regno», noi chiediamo che venga il nostro regno, il regno che Dio ci ha promesso e che ci è stato acquistato dal sangue e dalla passione di Cristo.
«Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra». Ossia: in questo avvenga la tua volontà, nel fatto che noi compiamo irreprensibilmente sulla terra quello che tu vuoi nel cielo.
«Dacci oggi il nostro pane quotidiano»: qui dobbiamo intendere il cibo spirituale. Il nostro pane infatti è Cristo, il quale ha detto: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo» (Gv 6,51). Lo chiamiamo quotidiano, poiché dobbiamo chiedere una continua immunità dal peccato, per essere degni del cibo celeste.
«E rimetti i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori». Con questo ci ha insegnato che il perdono dei peccati non ci è possibile meritarlo se prima non perdoniamo a quelli che hanno peccato contro di noi: «Se non rimetterete i peccati agli uomini – dice il Signore nel vangelo – neppure il Padre vostro vi rimetterà i vostri peccati» (Mt 6, 15).
«E non ci indurre in tentazione». Ossia non permettere che vi siamo indotti da colui che tenta, l'autore del male. Dice infatti la Scrittura: «Dio non tenta al male» (Gc 1, 13 b)», mentre è tentatore il diavolo, per vincere il quale il Signore dice: «Vigilate e pregate, per non entrare in tentazione» (Mt 26, 41; Mc 14, 38). «Ma liberaci dal male». Disse questo avendo dichiarato agli apostoli: «Voi non sapete che cosa domandare nella preghiera» (cfr. Mt 20, 22; Mc 10, 38). Perciò dobbiamo pregare Dio onnipotente che quello da cui per fragilità umana non possiamo guardarci, ci sia dato di evitare per grazia di Gesù Cristo, Signore nostro, che vive e regna, Dio, nell'unità dello Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes facti sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Ascolta, Padre santo, il popolo dei redenti,
compaginato dall'unico Spirito nell'unica fede,
e fa' che offra agli uomini
un esempio chiaro di amore reciproco.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.