VESPRI
Venerdì, 14 marzo 2025
VENERDI
DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA
VERSIONE PER LA RECITA COMUNITARIA
Nei Venerdì di Quaresima non si celebra la santa messa. È invece raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con il popolo.
Tale celebrazione assume una struttura di tipo vigiliare, eco degli antichi usi della Chiesa di Gerusalemme, che nella sera di questo giorno aliturgico vegliava in attesa della celebrazione eucaristica allo spuntare del Sabato.
Pertanto, quando i Vespri del Venerdì sono celebrati in forma solenne col popolo, dopo i riti lucernari si proclamano, con i rispettivi salmelli e le orazioni, le letture vigiliari. Seguono i Salmi con le rispettive antifone e l’orazione.
Omessa infine la commemorazione battesimale, la celebrazione trova conclusione nelle Acclamazioni a Cristo, seguite dal Padre Nostro e dalla benedizione.
Il sacerdote (o il diacono) esce dalla sacrestia e si reca in processione all’altare, preceduto dai ministri che portano il turibolo non fumigante e la navicella (se è prevista l’incensazione) e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Giunti davanti all’altare, il sacerdote introduce i Vespri con il saluto, mentre tutta l’assemblea è in piedi.
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
A te grido, soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Mentre si canta il Lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote (o al diacono). Questi, tracciato un segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l’altare. Intanto. si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa.
Dopo l’accensione dei candelieri, il sacerdote (o il diacono), secondo l’opportunità, infonde l’incenso, sale all’altare e lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l’altare. Al termine dell’incensazione raggiunge la sede.
INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
INNO
Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,
Adésto nunc Ecclésiæ,
adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.
Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,
Ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
INNO
O Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
conforta e guida il tuo popolo
nei giorni di austero cammino.
Distogli da tutti i peccati
il cuore pentito e umiliato;
sul labbro risveglia la supplica
che muova il Padre al perdono.
La grazia, che doni copiosa,
purifichi il nostro passato:
conduca a un futuro innocente
chi volge lo sguardo al tuo volto.
Infondi un nuovo fervore,
donando purezza ai cuori:
ancora una volta chiamati,
tendiamo con gioia alla Pasqua.
O grande Signore, uno e trino,
ti adorino il cielo e la terra:
per te liberati dal male,
ti cantino un cantico nuovo. Amen.
RESPONSORIO
Cfr. Zc 1, 3; Es 18, 30; 6, 4-9
«Convertitevi a me – dice il Signore –
e io mi rivolgerò a voi.
Pentitevi e vivete alla mia presenza.
Io sono il vostro aiuto.
Popolo mio, porgi l’orecchio al mio insegnamento,
ascolta le parole della mia bocca.
Io sono il vostro aiuto».
RESPONSORIO
Cfr. Sal 89 (90), 13-14
Volgiti, Signore, fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
Saziaci al mattino con la tua grazia.
Esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
I LETTURA
Dt 1, 3-11
Nel quarantesimo anno Mosè iniziò a spiegare la Legge.
Lettura del libro del Deuteronomio.
Nel quarantesimo anno, l’undicesimo mese, il primo giorno del mese, Mosè riferì agli Israeliti quanto il Signore gli aveva ordinato per loro, dopo avere sconfitto Sicon, re degli Amorrei, che abitava a Chesbon, e Og, re di Basan, che abitava a Astaròt, a Edrei. Oltre il Giordano, nella terra di Moab, Mosè cominciò a spiegare questa legge:
«Il Signore, nostro Dio, ci ha parlato sull’Oreb e ci ha detto: “Avete dimorato abbastanza su questa montagna; voltatevi, levate l’accampamento e dirigetevi verso le montagne degli Amorrei e verso tutte le regioni vicine: l’Araba, le montagne, la Sefela, il Negheb, la costa del mare – che è la terra dei Cananei e del Libano – fino al grande fiume, il fiume Eufrate. Ecco, io ho posto davanti a voi la terra. Entrate e prendete possesso della terra che il Signore aveva giurato ai vostri padri, ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe, di dar loro e alla loro stirpe dopo di loro”.
In quel tempo io vi ho parlato e vi ho detto: “Io non posso da solo sostenere il peso di tutti voi. Il Signore, vostro Dio, vi ha moltiplicati ed eccovi numerosi come le stelle del cielo. Il Signore, Dio dei vostri padri, vi aumenterà mille volte di più e vi benedirà come vi ha promesso”».
Parola di Dio
I LETTURA
Lv 23, 1- 5-8
Nel quarantesimo anno Mosè iniziò a spiegare la Legge.
Lettura del libro del Levitico
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il primo mese, al quattordicesimo giorno, al tramonto del sole sarà la Pasqua del Signore; il quindici dello stesso mese sarà la festa degli Azzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Nel primo giorno avrete una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile».
Parola di Dio
SALMELLO
Cfr. Sal 145 (146), 1-3
Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore per tutta la mia vita,
Finché vivo canterò inni al mio Dio.
Non confidate nei potenti,
in uomini che non possono salvare.
SALMELLO
Cfr. Es 12, 18a. 11f: Esd 6, 20a-c
Nel primo mese, il giorno quattordici del mese,
alla sera, è
la Pasqua del Signore.
Si purificheranno tutti insieme come un sol uomo:
tutti saranno mondi.
Così immoleranno
la Pasqua del Signore.
Orazione
O Dio,
che per la forza dello Spirito Santo
iscrivi indelebilmente nel cuore dei credenti la santità della tua legge,
donaci di crescere nella fede,
nella speranza e nell’amore perché,
conformandoci sempre al tuo volere,
ci sia dato di conseguire un giorno la terra della tua promessa.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
Sostieni, o Dio,
la fragilità del tuo popolo con la pratica della penitenza;
fa’ che, fedeli a te, con l’aiuto del tuo amore,
cogliamo i frutti desiderati della celebrazione pasquale.
Per Cristo nostro Signore.
II LETTURA
1Sam 12, 1-11
Samuele, guida retta e disinteressata del popolo.
Lettura del primo libro di Samuele.
In quei giorni. Samuele disse a tutto Israele: «Ecco, ho ascoltato la vostra voce in tutto quello che mi avete detto e ho costituito su di voi un re. Ora, ecco che il re procede davanti a voi. Quanto a me, sono diventato vecchio e canuto e i miei figli eccoli tra voi. Io ho camminato dalla mia giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi. Eccomi, pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del suo consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato via l’asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto offesa? Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a suo riguardo? Sono qui a restituire!». Risposero: «Non ci hai trattato con prepotenza, né ci hai fatto offesa, né hai preso nulla da nessuno». Egli soggiunse loro: «È testimone il Signore contro di voi, ed è testimone oggi il suo consacrato, che non trovaste niente in mano mia». Risposero: «Sì, è testimone».
Allora Samuele disse al popolo: «È il Signore che ha stabilito Mosè e Aronne, e che ha fatto salire i vostri padri dalla terra d’Egitto. Ora fatevi avanti, perché voglio giudicarvi davanti al Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha operato con voi e con i vostri padri. Quando Giacobbe andò in Egitto e i vostri padri gridarono al Signore, il Signore mandò loro Mosè e Aronne, che li fecero uscire dall’Egitto e li fecero risiedere in questo luogo. Ma essi dimenticarono il Signore, loro Dio, ed egli li consegnò in potere di Sisara, capo dell’esercito di Asor, e in mano dei Filistei e in mano del re di Moab, che mossero loro guerra. Essi gridarono al Signore e dissero: “Abbiamo peccato, perché abbiamo abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astarti! Ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te”. Allora il Signore vi mandò Ierub-Baal e Barak e Iefte e Samuele, e vi liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete vissuti tranquilli».
Parola di Dio
II LETTURA
Ez 45, 18-24
La celebrazione pasquale nel nuovo tempio.
Lettura del profeta Ezechiele.
Così dice il Signore Dio: «Il primo giorno del primo mese, prenderai un giovenco senza difetti e purificherai il santuario. Il sacerdote prenderà il sangue della vittima del sacrificio per il peccato e lo metterà sugli stipiti del tempio e sui quattro angoli dello zoccolo dell’altare e sugli stipiti delle porte del cortile interno. Lo stesso farà il sette del mese per chi abbia peccato per errore o per ignoranza: così purificherete il tempio. Il quattordici del primo mese sarà per voi la Pasqua, festa d’una settimana di giorni: si mangerà pane azzimo. In quel giorno il principe offrirà, per sé e per tutta la popolazione del paese, un giovenco in sacrificio per il peccato; nei sette giorni della festa offrirà in olocausto al Signore sette giovenchi e sette montoni, senza difetti, in ognuno dei sette giorni, e un capro in sacrificio per il peccato, ogni giorno. In oblazione offrirà un’efa per giovenco e un’efa per montone, con un hin di olio per ogni efa».
Parola di Dio
SALMELLO
Cfr. Sal 67 (68), 33; 134 (135), 3; 67 (68), 2
Regni della terra, cantate a Dio,
inneggiate al suo nome perché è buono.
Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano
e fuggano davanti a lui quello che lo odiano.
SALMELLO
Cfr. Sal 67 (68), 27. 21. 32-33
Benedite Dio nelle vostre assemblee,
benedite il Signore voi, stirpe d’Israele.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
il Signore Dio libera dalla morte.
Verranno i grandi dall’Egitto,
l’Etiopia tenderà le mani.
Regni della terra cantate a Dio, cantate inni al Signore.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
il Signore Dio libera dalla morte.
Orazione
Mantieni i tuoi servi,
o Padre santo,
nell’operosa attuazione del bene e,
confortandoli con gli aiuti della vita presente,
guidali con amore al dono eterno.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
Sii tu, o Dio, il nostro maestro interiore;
guidaci sulla strada della giustizia e,
donandoci il desiderio di una vita più perfetta,
rendi perenne in noi la grazia del mistero pasquale.
Per Cristo nostro Signore.
III LETTURA
Es 3, 1-12
Dal roveto ardente il Signore rivela il Nome a Mosè e lo invia per liberare il popolo.
Lettura del libro dell’Esodo.
In quei giorni. Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».
Parola di Dio
III LETTURA
Lv 6, 17-22
Il sacrificio di espiazione.
Lettura del libro del Levitico.
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Questa è la legge del sacrificio per il peccato. Nel luogo dove si scanna l’olocausto sarà scannata davanti al Signore la vittima per il peccato. È cosa santissima. Il sacerdote che l’avrà offerta come sacrificio per il peccato, potrà mangiarla; dovrà mangiarla in luogo santo, nel recinto della tenda del convegno. Tutto ciò che verrà a contatto con la sua carne sarà santo; se parte del suo sangue schizza sopra una veste, laverai il lembo macchiato di sangue in luogo santo. Ma il vaso di terra, che sarà servito a cuocerla, sarà spezzato; se è stata cotta in un recipiente di bronzo, questo sarà strofinato bene e sciacquato con acqua. Tra i sacerdoti ogni maschio ne potrà mangiare. È cosa santissima».
Parola di Dio
SALMELLO
Cfr. Es 3, 10. 7-8
Dio apparve a Mosè e gli disse:
«Va’! Ti mando dal faraone
perché tu liberi il mio popolo
dall’oppressione degli Egiziani.
Ho visto la sventura d’Israele
e sono sceso a redimerlo
dalla schiavitù e dalla miseria».
SALMELLO
Cfr. Eb 10, 8b. 5c. 7. 12a. 14; Sal 39 (40), 8-9
Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici,
né offerte, né olocausti, né sacrifici per il peccato;
un corpo invece mi hai preparato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo
– poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –
per fare, o Dio, la tua volontà».
Cristo, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati,
con un’unica oblazione ha reso perfetti per sempre
quelli che sono santificati,
per fare, o Dio la tua volontà.
Orazione
Dio, principio della nostra salvezza,
che rivelandoti prodigiosamente hai soccorso il popolo nell'afflizione,
spezza le catene dei nostri peccati
e guidaci alla libertà della tua Pasqua.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
O Padre,
che nel sangue prezioso del tuo Unigenito
hai redento tutti gli uomini,
custodisci in noi l’opera della tua misericordia perché,
celebrando questi santi misteri,
riceviamo con larghezza i frutti della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
IV LETTURA
1Re 3, 5-14
Nel sogno il Signore parla a Salomone e gli accorda il dono della sapienza per governare il popolo.
Lettura del primo libro dei Re.
In quei giorni. A Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Tu hai trattato il tuo servo Davide, mio padre, con grande amore, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questo grande amore e gli hai dato un figlio che siede sul suo trono, come avviene oggi. Ora, Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente; uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria, come a nessun altro fra i re, per tutta la tua vita. Se poi camminerai nelle mie vie osservando le mie leggi e i miei comandi, come ha fatto Davide, tuo padre, prolungherò anche la tua vita».
Parola di Dio.
IV LETTURA
Is 63, 1-3a
Colui che avanza con le vesti tinte di rosso.
Lettura del profeta Isaia.
«Chi è costui che viene da Edom,
da Bosra con le vesti tinte di rosso,
splendido nella sua veste,
che avanza nella pienezza della sua forza?».
«Sono io, che parlo con giustizia,
e sono grande nel salvare».
«Perché rossa è la tua veste
e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?».
«Nel tino ho pigiato da solo
e del mio popolo nessuno era con me».
Parola di Dio.
SALMELLO
Cfr. Sal 21 (22), 11. 10. 32b-c. 12. 24a. 25c-d. 30-31
Dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
al mio nascere mi hai raccolto,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
E per questo
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».
Da me non stare lontano, poiché l’angoscia è vicina
e nessuno mi aiuta.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
poiché egli non ha nascosto il suo volto al misero
ma, al grido d’aiuto, l’ha esaudito.
Io vivrò per lui, lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».
Orazione
Sii propizio ai servi che ti implorano, o Dio,
e moltiplica su di loro i tuoi doni di grazia,
perché tengano viva sempre
la fiamma della fede, della speranza, della carità,
e possano perseverare nell’osservanza dei tuoi precetti.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che,
venendo in terra a rivelarci il mistero del Padre,
hai voluto versare per noi il tuo sangue prezioso,
eleviamo la nostra umile invocazione a te
che tanto hai voluto patire per i nostri peccati:
nel giorno dell’ultimo giudizio
fa’ che possiamo ritrovarci tra gli eletti,
insieme con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Terminate le letture vigiliari, con i rispettivi Salmelli e le Orazioni, e prima dell’avvio della salmodia, è opportuno rivolgere al popolo un’esortazione, che ne sostenga il cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua.
SALMODIA
Salmo 40 (41)
Preghiera nella sventura
«Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà» (Mc 14, 18).
Ant. 1 Guariscimi, Signore, *
contro di te ho peccato.
Beato l’uomo che ha cura del debole: *
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui, †
lo farà vivere beato sulla terra, *
non lo abbandonerà in preda ai nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore; °
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore, *
guariscimi: contro di te ho peccato».
I miei nemici mi augurano il male: *
«Quando morirà e perirà il suo nome?».
Chi viene a visitarmi dice il falso, †
il suo cuore cova cattiveria *
e, uscito fuori, sparla.
Tutti insieme, quelli che mi odiano †
contro di me tramano malefici, *
hanno per me pensieri maligni:
«Lo ha colpito una malattia infernale; *
dal letto dove è steso non potrà più rialzarsi».
Anche l’amico in cui confidavo, †
che con me divideva il pane,
contro di me alza il suo piede.
Ma tu, Signore, abbi pietà, rialzami, *
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi vuoi bene: *
se non trionfa su di me il mio nemico.
Per la mia integrità tu mi sostieni *
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele, *
da sempre e per sempre. Amen, amen.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Guariscimi, Signore, *
contro di te ho peccato.
Salmo 45 (46)
Dio, rifugio e forza del suo popolo
A lui sarò dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi (Mt 1, 23).
Ant. 2 Dio è per noi rifugio e fortezza. †
Dio è per noi rifugio e fortezza, *
† aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra, *
se vacillano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
si scuotano i monti per i suoi flutti.
Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio, *
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo a essa: non potrà vacillare. *
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.
Fremettero le genti, vacillarono i regni; *
egli tuonò: si sgretolò la terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto cose tremende sulla terra.
Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà nel fuoco gli scudi.
Fermatevi! Sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Dio è per noi rifugio e fortezza.
Padre nostro.
Orazione
Ascoltaci, Dio che tutti vuoi salvi,
e non negarci i doni della tua eterna ricchezza:
chi con tutto l’animo ti riconosce creatore e padre,
più non resti impigliato nelle astuzie del demonio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Al Salvatore degli uomini
salga dai cuori pentiti l’implorazione:
Cristo, Dio benigno,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Unigenito del Padre, che solo sei santo,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Redentore, che ci hai liberato dalla schiavitù del Maligno,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Gesù, che hai voluto subire la morte per gli iniqui,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Giudice, che tornerai con gli angeli e con i santi,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Signore, che ci farai sedere alla tua mensa,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Rivolgiamo la nostra comune preghiera
a Cristo Salvatore,
che ci ha riscattati a prezzo del tuo sangue:
Abbi pietà, Signore, del tuo popolo.
Signore Gesù,
che ti sei caricato delle nostre sofferenze,
- donaci la forza di sopportare con fede ogni dolore.
La tua morte ha cancellato le nostre colpe,
la tua risurrezione ci ha dato salvezza;
- accogli benevolo i giorni della nostra penitenza.
Ti sei fatto obbediente fino alla morte
e alla morte di croce;
- infondi in noi lo spirito di docilità e di mitezza.
Sei venuto a chiamare e a salvare i peccatori;
- purifica i nostri cuori dalla colpa.
Autore della vita, ricordati di coloro
che già hanno lasciato questo mondo,
- e prepara per loro la gloria della vita risorta.
Fondiamo le nostre voci
e preghiamo come Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:
A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R Amen.
Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito:
V Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:
V Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R Amen.
oppure:
V La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R Amen.
In conformità alle consuetudini locali, la conclusione può assumere la forma solenne di benedizione con la reliquia della Santa Croce.
BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE
Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)
Diamo lode al Signore
Rendiamo grazie a Dio.
INNO PRINCIPALE **
melodia CD 160 Gesù che ti sacrifichi
Del Re il vessillo sfolgora,
la croce appare in gloria,
ove il Creator degli uomini
è appeso a un patibolo.
I chiodi lo trafiggono,
Gesù sospeso sanguina:
s’immola qui la vittima
che il mondo vuol redimere.
Spietata poi la lancia
trapassa il cuore esanime;
l’acqua e il sangue sgorgano
che i nostri errori lavano.
Veraci ora si adempiono
le profezie di Davide:
dal legno del patibolo
regna il Signor dei secoli.
Il sangue è come porpora
che adorna un tale albero,
il solo eletto a reggere
le membra sue altissime.
Beata croce, simile
a mistica bilancia!
Tu porti, appesa vittima,
che ci salvò dagli inferi.
Spandi profumi nobili
più dolce sei del nettare,
lieta di frutti floridi,
del Re il trionfo celebri.
Salve altare e vittima!
Nella passione splendida
ormai la morte sgomini,
vita è donata agli uomini.
BENEDIZIONE
V Vi benedica Dio onnipotente,
Padre e Figlio ✠ e Spirito santo.
R Amen.
RIPOSIZIONE
INNO PRINCIPALE
Croce, speranza unica,
la Chiesa oggi ti celebra:
ai buoni aggiungi grazie,
ai rei cancella i crimini.
O Trinità, ti adorino
i tuoi redenti unanimi:
la Croce ebbe a redimerli,
con la tua Croce salvali.
Amen.
Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo
Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater
BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE
Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)
Diamo lode al Signore
Rendiamo grazie a Dio.
INNO LATINO
MELODIA AMBROSIANA
Vexilla Regis pródeunt;
fulget Crucis mystérium,
quo carne carnis Cónditor
suspénsus est patibulo.
Confixa clavis viscera,
tendens manus, vestígia;
redemptiónis grátia
hic immolóta est hóstia.
Quo vulnerátus insuper
mucróne dirae lánceae;
ut nos laváret crimine,
manávit unda, sánguine.
Impléta sunt quae cóncinit
David fidéli cármine,
dicéndo natiónibus:
«Regnávit a ligno Deus».
Arbor decóra et fúlgida
ornàta Regis púrpura,
elécta digno stipite
tam sancta membra tángere.
Beáta, cuius bráchiis
prétium pepéndit saéculi!
Statéra facta est córporis,
praedam tulitque Tártari.
Fundis aróma córtice,
vincis sapóre néctarem
lucúnda fructu fértili
plaudis triúmpho nóbili.
Salve ara, salve victima,
de passiónis glória,
qua Vita mortem pértulit
et morte vitam réddidit.
BENEDIZIONE
V Vi benedica Dio onnipotente,
Padre e Figlio ✠ e Spirito santo.
R Amen.
RIPOSIZIONE
INNO LATINO
O Crux ave, spes única
hoc passiónis témpore;
auge piis iustitiam
reisque dona véniam.
Te summa, Deus, Trinitas,
colláudet omnis spiritus;
quos per crucis mystérium
salvas, rege per saécula.
Amen.
Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo
Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater
BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE
Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)
Diamo lode al Signore
Rendiamo grazie a Dio.
INNO MELODIA IN CANTO
O Croce, vessillo onorabile
di un Re crocifisso e risorto:
mistero di morte e di gloria
in Cristo, al patibolo appeso.
Straziato da chiodi spietati,
si spegne in atroce dolore:
si immola il Figlio di Dio,
offerta del nostro riscatto.
Un colpo di lancia crudele
trafigge e squarcia il suo cuore:
fluiscono sangue ed acqua
che lavano i nostri peccati.
Imporpora il sangue regale
un arido e squallido legno:
risplende la croce di Cristo,
che regna da un trono di morte.
O croce adorabile e santa,
altare che accoglie la vittima:
ci porti la Vita che muore
per dare la vita agli uomini!
BENEDIZIONE
V Vi benedica Dio onnipotente,
Padre e Figlio ✠ e Spirito santo.
R Amen.
RIPOSIZIONE
INNO IN CANTO
O croce adorabile e santa,
sei l’unica nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.
Gesù con il Padre e lo Spirito,
a te si elevi la lode;
nei secoli tu custodisci
noi morti con te sulla croce. Amen.
Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo
Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Se non presiede un sacerdote o un diacono:
V Signore, ascolta la nostra preghiera.
R E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
A te grido: soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
INNO
Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,
Adésto nunc Ecclésiæ,
adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.
Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,
Ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
INNO
O Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
conforta e guida il tuo popolo
nei giorni di austero cammino.
Distogli da tutti i peccati
il cuore pentito e umiliato;
sul labbro risveglia la supplica
che muova il Padre al perdono.
La grazia, che doni copiosa,
purifichi il nostro passato:
conduca a un futuro innocente
chi volge lo sguardo al tuo volto.
Infondi un nuovo fervore,
donando purezza ai cuori:
ancora una volta chiamati,
tendiamo con gioia alla Pasqua.
O grande Signore, uno e trino,
ti adorino il cielo e la terra:
per te liberati dal male,
ti cantino un cantico nuovo. Amen.
Seguono poi nella recitazione corale le letture, coi salmelli e le orazioni, come sono qui riportate. E' cosa lodevole che questo si faccia anche nella recitazione non corale.
PRIMA LETTURA
1Sam 12,1-15
Fedeltà verso Dio
Dal primo libro di Samuele
Samuele disse a tutto Israele: «Ecco ho ascoltato la vostra voce in tutto quello che mi avete chiesto e ho costituito su di voi un re. Da questo momento ecco il re procede davanti a voi. Quanto a me sono diventato vecchio e canuto e i miei figli eccoli tra di voi. Io ho vissuto dalla mia giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi. Eccomi, pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del suo consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato via l’asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto offesa? Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a suo riguardo? Sono qui a restituire!». Risposero: «Non ci hai trattato con prepotenza, né ci hai fatto offesa, né hai preso nulla da nessuno». Egli soggiunse loro: «È testimonio il Signore contro di voi ed è testimonio oggi il suo consacrato, che non trovate niente in mano mia?». Risposero: «Sì, è testimonio».
Allora Samuele disse al popolo: «È testimonio il Signore che ha stabilito Mosè e Aronne e che ha fatto uscire i vostri padri dal paese d’Egitto.
Ora state qui raccolti e io voglio discutere con voi davanti al Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha operato con voi e con i vostri padri. Quando Giacobbe andò in Egitto e gli Egiziani li oppressero e i vostri padri gridarono al Signore, il Signore mandò loro Mosè e Aronne che li fecero uscire dall’Egitto e li ricondussero in questo luogo. Ma poiché avevano dimenticato il Signore loro Dio, li abbandonò in potere di Sisara, capo dell’esercito di Azor e in potere dei Filistei e in potere del re di Moab, che mossero loro guerra.
Essi gridarono al Signore: “Abbiamo peccato, perché abbiamo abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astàrti! Ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te”. Allora il Signore vi mandò Ierub-Baal e Barak e Iefte e Samuele e vi liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete tornati a vita tranquilla.
Eppure quando avete visto che Nacas re degli Ammoniti muoveva contro di voi, mi avete detto: “No, vogliamo che un re regni sopra di noi”, mentre il Signore vostro Dio è vostro re. Ora eccovi il re che avete scelto e che avevate chiesto. Vedete che il Signore ha costituito un re sopra di voi. Dunque se temerete il Signore, se lo servirete e ascolterete la sua voce e non sarete ribelli alla parola del Signore, voi e il re che regna su di voi vivrete con il Signore vostro Dio. Se invece non ascolterete la voce del Signore e sarete ribelli alla sua parola, la mano del Signore peserà su di voi, come pesò sui vostri padri».
SALMELLO
Cfr. Sal 67, 33.2
Regni della terra, cantate a Dio,
inneggiate al suo nome perché è buono.
Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Orazione
Sii propizio ai servi che ti implorano, o Dio,
e moltiplica su di loro i tuoi doni di grazia,
perché tengano viva sempre la fiamma
della fede, della speranza, della carità,
e possano perseverare
nell’osservanza dei tuoi precetti.
Per Cristo nostro Signore.
SECONDA LETTURA
Es 3, 1-12
Il Dio liberatore
Dal libro dell’Esodo
Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?».
Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?». Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».
SALMELLO
Cfr. Es 3, 2.10.7
Dio apparve a Mosè e gli disse:
“Va’! Ti mando dal faraone
perché tu liberi il mio popolo
dall’oppressione degli Egiziani.
Ho visto la sventura d’Israele
e sono sceso a redimerlo
dalla schiavitù e dalla miseria”.
Orazione
Dio, principio della nostra salvezza,
che rivelandoti prodigiosamente
hai soccorso il popolo nell’afflizione,
spezza le catene dei nostri peccati
e guidaci alla libertà della tua Pasqua.
Per Cristo nostro Signore.
SALMODIA
Salmo 40
Preghiera nella sventura
«Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà» (Mc 14, 18).
Ant. 1 Risanami, Signore, *
contro di te ho peccato.
Beato l’uomo che ha cura del debole: *
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui, †
lo farà vivere beato sulla terra, *
non lo abbandonerà in preda ai nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore; *
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore, *
guariscimi: contro di te ho peccato».
I miei nemici mi augurano il male: *
«Quando morirà e perirà il suo nome?».
Chi viene a visitarmi dice il falso, †
il suo cuore cova cattiveria *
e, uscito fuori, sparla.
Tutti insieme, quelli che mi odiano †
contro di me tramano malefici, *
hanno per me pensieri maligni:
«Lo ha colpito una malattia infernale; *
dal letto dove è steso non potrà più rialzarsi».
Anche l’amico in cui confidavo, †
che con me divideva il pane,
contro di me alza il suo piede.
Ma tu, Signore, abbi pietà, rialzami, *
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi vuoi bene: *
se non trionfa su di me il mio nemico.
Per la mia integrità tu mi sostieni *
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele, *
da sempre e per sempre. Amen, amen.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Risanami, Signore, *
contro di te ho peccato.
Salmo 45
Dio rifugio e forza del suo popolo
Sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio-con-noi (Mt 1, 23).
Ant. 2 Dio è per noi rifugio e forza. †
Dio è per noi rifugio e fortezza, *
† aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra, *
se vacillano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
si scuotano i monti per i suoi flutti.
Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio, *
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo a essa: non potrà vacillare. *
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.
Fremettero le genti, vacillarono i regni; *
egli tuonò: si sgretolò la terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto cose tremende sulla terra.
Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà nel fuoco gli scudi.
Fermatevi! Sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Dio è per noi rifugio e forza.
Orazione
Ascoltaci, Dio che tutti vuoi salvi,
e non negarci i doni della tua eterna ricchezza:
chi con tutto l’animo ti riconosce creatore e padre,
più non resti impigliato nelle astuzie del demonio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Nel battesimo moriamo al peccato e riviviamo con Cristo; siamo sepolti alla vita vecchia e risorgiamo alla vita nuova; ci spogliamo dell'errore dell'uomo decaduto e indossiamo le vesti dell'uomo nuovo (S. Cromazio).
Nel sangue prezioso di Gesù Salvatore,
o Padre hai lavato la Chiesa,
Eva novella, tratta
dal suo fianco squarciato.
Tu chiami al regno eterno
questa Sposa di Cristo senza macchia,
Eva novella, tratta
dal suo fianco squarciato.
Orazione
Dio, che ci ascolti dal cielo,
a te sale la nostra preghiera:
fa’ che, purificàti dal pentimento del cuore
e dalla mortificazione del corpo,
meritiamo di ricevere ancora
l’effusione dello Spirito di novità,
donatoci dal Figlio tuo crocifisso,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Rivolgiamo la nostra comune preghiera
a Cristo Salvatore,
che ci ha riscattati a prezzo del tuo sangue:
Abbi pietà, Signore, del tuo popolo.
Signore Gesù,
che ti sei caricato delle nostre sofferenze,
- donaci la forza di sopportare con fede ogni dolore.
La tua morte ha cancellato le nostre colpe,
la tua risurrezione ci ha dato salvezza;
- accogli benevolo i giorni della nostra penitenza.
Ti sei fatto obbediente fino alla morte
e alla morte di croce;
- infondi in noi lo spirito di docilità e di mitezza.
Sei venuto a chiamare e a salvare i peccatori;
- purifica i nostri cuori dalla colpa.
Autore della vita, ricordati di coloro
che già hanno lasciato questo mondo,
- e prepara per loro la gloria della vita risorta.
Fondiamo le nostre voci
e preghiamo come Gesù ci ha insegnato:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:
A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R Amen.
Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito:
V Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:
V Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R Amen.
oppure:
V La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R Amen.