Torna alla celebrazione

DOMENICA DELLE PALME

Domenica, 13 aprile 2025

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Sei o due giorni prima della Pasqua?

Dopo aver esaminato i testi greci e dopo averli confrontati tra loro, ho concluso che i racconti dell'avvenimento, ricordato nel passo evangelico di oggi (Gv 11, 55 - 12, 11), hanno seguito questo percorso.
Giovanni ha annotato subito il gesto di Maria, perché era un gesto molto generoso e perché Gesù aveva difeso lei dall’avarizia di Giuda.
Matteo, per evitare un doppione, non scrisse, pur essendo presente. Di conseguenza nel suo “Vangelo ebraico” l’episodio non appariva.
Luca, copiando dal Vangelo ebraico di Matteo, non lo trovò e non lo riportò.
Però i “molti” scribi, che ricomposero il Vangelo di Matteo per produrre quello che abbiamo in greco, giunti al momento in cui Giuda si accordava con i sommi sacerdoti sul modo di consegnare loro Gesù, vollero spiegare che tra i discepoli qualcuno era ladro, falso e avaro.
Così, mentre viene ricordato che Giuda vendette Gesù due giorni prima della Pasqua (Mt 26, 2), viene aggiunto che nei giorni precedenti era avvenuto a Betania l’episodio di Maria: «Essendosi Gesù trovato a Betania in casa di Simone il lebbroso, gli si era avvicinata una donna con un vaso di alabastro di olio profumato, molto prezioso, e glielo aveva versato sul capo mentre era sdraiato a mensa, …» (Mt 26, 6). In greco il tempo “aoristo” può essere tradotto con il nostro trapassato.
Marco ha poi copiato da Matteo il racconto e da Giovanni il valore dell’olio profumato: «trecento denari» (Mc 14, 5).
Il racconto di Giovanni è dunque quello originale e teniamo sempre presente che gli scribi di Matteo dovettero cambiare tutto quello che potevano.

 

«Non sempre avete me»

Maria, in quel momento, ha voluto fare tutto il possibile per avere vicino Gesù.
«Lasciala stare», dice il Signore a Giuda, «che lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Dopo che Gesù aveva risuscitato il fratello Lazzaro, Maria sapeva che non avrebbe perso mai più il Maestro, qualunque cosa fosse accaduto. Ma non sempre l’avrebbe visto.
Ricordava la peccatrice che, in casa sua, aveva compiuto un gesto simile, accolto da Gesù come un segno di grande carità.
La carità verso i poveri si può compiere sempre, anche nel nostro tempo, ma noi non abbiamo qui Gesù da vedere e da ricoprire di attenzioni.
Ecco un motivo in più per affermare che il racconto storico evangelico è essenziale.
Ci assicura che Gesù è reale ed è qui, come ha detto egli stesso. E proprio quando abbiamo carità verso chi è bisognoso.

Giovanni Conforti