Introduzione

Il mistero eucaristico è al centro della liturgia odierna. Ritornare ogni tanto a riflettere su questo mistero ci aiuta a irrobustire la fede e ad approfondire la presenza di Dio. Essa si perpetua nella storia. Ci stimola a vivere in dialogo d’amore con Gesù. Egli ha voluto stabilire con l’umanità, nel dono che ha fatto di se stesso in quel pane e in quel vino che divengono il suo Corpo ed il suo Sangue, un legame forte, stabile. L’Eucaristia non è una «cosa». È Gesù stesso, morto per noi e risorto. Lasciamoci attrarre a lui per cambiarci dall’interno, come persone e come comunità.

Atto penitenziale

Carissimi, invitati dal Signore alla mensa del suo sacrificio redentore, riconosciamoci peccatori e bisognosi di perdono, perché questa celebrazione, in obbedienza al comando stesso di Gesù, sia «efficace soccorso alla nostra debolezza».

Tu, Figlio di Dio, che nell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu, Figlio dell'uomo, che ci fai partecipi del tuo Corpo e del tuo Sangue Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu, Figlio unigenito del Padre, che apri la tua mano e sazi la fame di ogni vivente: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Lettura

La lettera agli Ebrei dirà che Gesù è sacerdote al modo di Melchisedek, questo misterioso re di Salem che offre ad Abramo pane e vino. In lui la tradizione cristiana legge una profezia di Gesù, vero re della pace, che nel pane e nel vino offre sé stesso.

Epistola

Paolo ricorda la tradizione che risale ai gesti di Gesù nell'ultima cena. In sua memoria mangiamo il pane e beviamo il vino, sapendo di ricevere nei segni eucaristici la sua persona. Una memoria non nostalgica, ma che si fa annuncio e attesa della sua venuta.

Vangelo

I gesti della moltiplicazione sono quelli dell'ultima cena. Il miracolo è nell'ultimo verbo: un pane dato per tutti. Gli altri verbi sono più ordinari: accogliere e ringraziare per il poco che si ha, condividerlo. L'Eucaristia ci insegna a vivere così.

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