Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

Diversità che si completa e si arricchisce

Questo avvenimento straordinario (Lc 9,11b-17) è raccontato in tutti e quattro i Vangeli.

Notiamo che il Vangelo secondo Giovanni, che è racconto storico come quello di Luca ed è in ordine cronologico, lo riporta con frasi e azioni un po’ diverse da quelle riferite da Luca.

Luca ha copiato dalla relazione di Matteo, cioè dal primo libro pubblicato da questo apostolo. Giovanni e Matteo, tra le varie frasi dette da Gesù e dai discepoli, ne hanno raccolte chi l’una chi l’altra. Ciò rende più preciso e completo il fatto.

Date e destinatari

La relazione originale di Matteo e, di conseguenza, il Vangelo di Luca hanno il semplice scopo di consegnare anche a noi quello che ha detto e fatto esattamente Gesù. Anche Giovanni intendeva questo, ma racconta solo questo episodio in comune con i sinottici, se si eccettuano i fatti conclusivi della presenza di Gesù nel mondo. Aveva dunque un motivo particolare che riguardava la sua amicizia con quegli “uomini” che “stavano per venire a rapire Gesù per farlo re”.

Ma la fedeltà dei due evangelisti alla verità storica ci permette di precisare date e di ricostruire meglio il susseguirsi delle azioni.

Sappiamo da Giovanni che il miracolo avvenne poco prima della Pasqua dei Giudei. Non possiamo conoscere il giorno preciso, ma dal susseguirsi degli avvenimenti della vita di Gesù, individuiamo l’anno che è il 32 d.C. e sappiamo che la Pasqua si celebrò il 14 aprile. Infatti gli astronomi ci indicano quello come il giorno della prima luna piena di primavera, il giorno della festa della Pasqua ebraica.

Che scopo ha la precisione storica, anzi cronachistica? Ha lo scopo di mostrare che si tratta di fatti veri e serve a collegarli nel modo più vero a tutta l’opera di salvezza di Gesù. Ne risulta maggior semplicità nel comprendere le sue parole e le sue azioni, così che siano concrete per noi e siano immediatamente applicabili alle nostre situazioni concrete. 

Segno dell’Eucaristia

Sembra assai improbabile ogni significato simbolico di avvenimenti così precisi, se questo significato non è stato definito da Gesù stesso.

Egli, il giorno dopo aver compiuto questo miracolo, promise “il pane che scende dal cielo”.

Ma non disse di aver posto un “simbolo”, bensì di aver compiuto un “segno” concreto e pratico; se poteva moltiplicare pani e pesci, avrebbe anche potuto trasformare del semplice pane nel suo stesso corpo, come pane vivo per chi crede in lui. Avrebbe potuto moltiplicare la sua presenza fisica, anche se non visibile, in tutto il mondo e in tutti i secoli.

Giovanni Conforti

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